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Informazioni sulle vie della Vierge

   Inizio a farti un elenco delle vie sulla Vierge de l’Aroletta partendo da sud a nord (dalla “torre di Freyty” alla cima “Vierge”); vorrei solo ricordarti che tutte le vie esistenti nella zona di Crête Sèche sono state aperte “dal basso”. La roccia della zona è uno gneiss-granitoide.

   La vetta più alta della catena della Vierge de l’aroletta , La “Vierge”, fu salita la prima volta da l’abbé Joseph Henry con Anselmet il 5 settembre 1919, dalla parete nord (utilizzata nei giorni nostri praticamente solo come vie di discesa dalle vie). Sulla Vierge, in passato, furono aperte molte vie da alpinisti famosi, per citarne alcuni: Ugo Manera, Amilcare Crétier, Renato Chabod, Sylvia e Gino Buscaini, Pietro Giglio, Franco Garda

   Negli ultimi anni questa zona è diventato luogo dove abitualmente vengono ad arrampicare guide alpine famose e non, oltre che dalla Valle d’Aosta, anche da Chamonix, Martigny, Zermatt, Verbier, e altri paesi ancora. E’ di casa, per fare qualche nome, Abele Blanc; sono venuti a trovarci anche Patrick Gabarrou e la sua compagna Franca, e tanti altri ancora. Le pareti d'arrampicata sono state inserite da Michel Vaucher sul libro della collana ”Rebuffat” intitolato ”Le 100 più belle vie delle alpi ”Valaisannes”.

   La prima via (quella più a sud) è l’ultima nata e si chiama “fantascienza”. Questa via l’abbiamo iniziata io e una guida alpina che fa l’istruttore di alpinismo per l’esercito e si chiama Gianluca Ippolito. E’ stata iniziata nell’agosto 2007, ci sono 7 tiri da 40-50 metri con difficoltà max di 6a+ su roccia buona ma a causa dei nostri impegni l’abbiamo finita solo a settembre 2009! la comodità di questa via è che si trova a dieci minuti dal rifugio.

Via “Tatone” di Roberto Ferraris e Marco Farina (entrambi aspiranti guida alpina), Roberto è un finanziere del soccorso alpino di Cervinia e Marco è un alpino del centro addestramento alpino di Aosta, ha partecipato alla spedizione organizzata dall’esercito in Antartide, raggiungendo la vetta più alta dell’Antartide, il Mount Vinson. La relazione e la foto della via la trovi alle pagine rispettivamente “via tatone” e “nuova via” .

LA VIERGE DE L'AROLETTA

Vierge de l'Aroletta

Scarica versione pdf1. Via “Diedro giallo” (e non “dietro giallo” che è stato un errore di stampa!) di G.A. Rudy Buccella e Pierre Sicuri. Rudy Buccella è una guida alpina di Courmayeur che ha fatto grandi cose (anche in California al Capitan) e Pierre Sicouri è un suo cliente (che purtroppo è mancato a causa di una malattia nel 2009). Questa via non è spittata e per la discesa si consiglia di utilizzare le doppie attrezzate sulla punta duc che scendono sul col del Grand Barmé. La relazione la trovi sul file in pdf scaricabile.

Scarica versione pdf2. Via “Amico Silvio” di Marco Vacchiero, Calvario Antonello, Rudellat Gianni, Bordet Gianni e Pieiller Daniele. Marco è un grande appassionato di montagna e ha aperto veramente tante nuove vie in Valle d’Aosta (le più famose forse sono quelle in Bassa Valle a Champdepraz denominate “Le placche di Oriana”), è apprezzato in valle come chiodatore soprattutto per la sua pignoleria sulla posizione degli spit e la linea da seguire, non lascia niente al caso e apre tutte le vie rigorosamente dal basso... La via è stata denominata Amico Silvio in memoria della guida alpina di Ivrea (amico di Marco e mio) Silvio Mantovan, abituale frequentatore delle vie sulla Vierge, che ci ha lasciati tragicamente cadendo su una cascata di ghiaccio in Francia. Marco in inverno lavora sugli impianti di risalita di Champorcher e in estate è operaio forestale addetto ai sentieri. Gli altri sono tutti amici appassionati di montagna!
Questa è una via spittata bene e ha un passaggio difficile 6a+ sul terzo tiro e poi gli ultimi quattro tiri impegnativi e continui, di placca per arrivare su una cima imponente. Dall’anno scorso sono state attrezzate due doppie (una di 40 m. e una di 60 m.) che dalla punta Duc raggiungono il col du Grand Barmé, dove si prende un canale da fare a piedi che porta agevolmente verso il rifugio, evitando così tutte le doppie sulla via. La relazione la trovi sul file pdf scaricabile.

Scarica versione pdf3. Via “del Cono rovesciato” di Marco Vacchiero, Giorgio Vacchiero e Bordet Gianni.
Questa è una via più breve rispetto alle altre della zona, ma è comunque una bella via; io in genere la consiglio a chi arriva nel pomeriggio e non vuole stare al rifugio ad aspettare l’ora di cena, infatti in 3 o 4 ore è possibile farla dal rifugio. La relazione la trovi sul file pdf scaricabile.

Scarica versione pdf4. Via “Brontolo-Balakov” di G.A. Alessandro Mezzavilla, G.A. Corrado Luisi, Chiara Pompoli, Francesco Pompoli, Simone D’Iapico.
Questa è una via dove le difficoltà maggiori le trovi sul secondo e terzo tiro, per il resto è apprezzata per l’ambiente e il panorama essendo prevalentemente in cresta. Alessandro Mezzavilla ha chiodato parecchie vie nella zona, anche perché abita proprio alla partenza del sentiero che porta al rifugio Crête Sèche; il suo unico mestiere è quello di guida alpina infatti nei periodi morti qua in valle porta i suoi clienti in giro per le montagne di tutto il mondo (Kilimangiaro, trekking del Baltora, in Patagonia, ecc.). E’ anche istruttore di immersioni subacquee e grande appassionato di parapendio. La relazione la trovi sul file pdf scaricabile.

Scarica versione pdf5. Via “Spigolo Bozzetti” di G.A. Bozzetti Angelo e G.A. Rosset Piero.
Questa è stata la via probabilmente più ripetuta e che ha contribuito ad innalzare il “prestigio della roccia” di questa zona. E’ stata aperta nel 1960 da Angelo Bozzetti e Piero Rosset, due nomi dell’Alpinismo Valdostano con la “A” maiuscola!! Angelo fu una guida della Valpelline, forte arrampicatore distintosi per alcune difficili salite in compagnia del suo grande amico Piero Rosset, tra le quali la direttissima alla parete sud-ovest del Pic Adolphe rey, il Triangolo nero dell’Emilius, la diretta solitaria alla parete nord-ovest del Ciarforon. Nel 1967 realizzò la prima salita invernale della via Ratti-Vitali sulla parete ovest dell’Anguille Noire de Peutérey, sulla quale perì purtroppo nella discesa lungo la via normale. La via è aerea, quasi tutta in cresta e non è assolutamente banale, anche perché sono state rifatte solo le soste a spit, mentre tutto il resto è da integrare, ci sono ancora parecchi chiodi a fessura, ma sono quelli che ha messo bozzetti nel 1960 !! Questa via raggiunge la prestigiosa cima Jean Charrey. La discesa può essere fatta sulla via parallela (Brontolo-Balakov), oppure si può continuare in cresta e raggiungere la Cima Vierge per scendere in doppia su “Oriana” o sul lato Nord con 4 o 5 brevi doppie e poi a piedi nel canale. La relazione la trovi sul file pdf scaricabile.

Scarica versione pdf6. Via “Attenti a quei due” di G.A. Giorgio Bredy e Paolo Marselli.
Questa via non raggiunge la cima della Vierge, o meglio non con spit, se si vuole raggiungere la cima bisogna continuare per circa 80 metri (due tiri) con friends e nuts su una difficoltà massima di 4° grado. Purtroppo non ho molte altre informazioni precise da darti perché non l’ho mai fatta!! Giorgio Bredy è un professionista della montagna, bravo arrampicatore che da un decennio circa fa parte del soccorso alpino valdostano ed è presidente della società guide di aosta, Paolo Marselli è un suo cliente. Giorgio Bredy ha inoltre scoperto un settore di arrampicata molto interessante sopra la strada del Nivolet a quota 2200 m nei pressi di Pont in Valsavarenche, sul quale insieme ad altre guide sono state aperte molte vie interessanti. La relazione la trovi sul file pdf scaricabile.

Scarica versione pdf7. Via “Oriana” di Marco Vacchiero, Giorgio Vacchiero, Girandi Andrea e Sebastiano Jon.
Questa via è sicuramente la più ripetuta negli ultimi cinque anni. Non Presenta delle grandi difficoltà, raggiunge infatti il 5+ in alcuni tratti di placca, la roccia è buona e per chi non è alla ricerca dell’ottavo grado, è sicuramente un’ottima via che soddisfa a pieno la maggior parte degli arrampicatori. La discesa si può effettuare sia sulla via sia sul lato nord con 4 o 5 brevi doppie che portano nel canale di discesa a piedi. La relazione la trovi sul file pdf scaricabile.

Scarica versione pdf8. Via “dell’Amicizia” di G.A. Alessandro Mezzavilla e Marcella Piccinini.
Questa via è stata aperta di recente (nel 2005) e sta per superare oriana come ripetute. Piace molto ed è leggermente più difficile di Oriana, anche se comunque è ben protetta. Per ripetere la via sono necessarie due corde da 60 metri ( e non da 50 come ho scritto sul libretto, poiché c’ è un tiro di 60 metri). La discesa si può fare sulla via che sul lato nord (come oriana). La relazione la trovi sul file pdf scaricabile.

Scarica versione pdf9. Via “Cristiano-Fornelli” o “Sperone est” di Carlo Carena, Ennio Cristiano e Natale Fornelli; seconda cordata Antonio Balmamion e Paolo Rattazzini. Seconda salita (invernale) Pietro Giglio e Ugo Manera.
Questa è considerata la via classica alla Vierge. Per molto tempo è stata utilizzata dalla maggioranza degli alpinisti per raggiungere la vetta della Vierge. E’ stata spittata dalle guide di Valpelline una quindicina di anni fa, ma gli spit sono abbastanza distanti e in qualche punto si rischia di perdere la via. Diciamo che con la “concorrenza” delle nuove vie vicine, questa classica ha perso un po il suo fascino! La relazione la trovi sul file pdf scaricabile.

Scarica versione pdfVia “Gola Sèche” di G.A. Alessandro Mezzavilla, G.A. Christian Cesa e G.A. Rudy Janin.
La via si trova di fronte alla Vierge dell’Aroletta, sul Mont di Crête Sèche. Questa è una via con molte difficoltà, non è molto continua ma in compenso ha diversi passaggi di 6a e 6b, non è di sicuro tra le più ripetute forse a causa delle sue difficoltà.Christian Cesa è un bravo arrampicatore, professionista della montagna,istruttore nazionale delle guide alpine, tecnico di elisoccorso e conduttore di cane da ricerca in valanga. Ha salito la Nord del Cervino, il Mckinley, e la via del nose al Capitan nella Yosemite Valley in California. Rudy è anche lui istruttore nazionale delle guide alpine e tecnico di elisoccorso, nonché forte arrampicatore. Rudy ha anche salito la parete Nord del Cervino in invernale. La relazione la trovi sul file pdf scaricabile.

Scarica versione pdfVia “Lupin III” di G.A. Alessandro Mezzavilla e G.A. Massimo Farina.
Questa è una via che non presenta grande difficoltà ed è su una placca abbastanza “appoggiata” del Mont Berlon, sul lato della Comba di Vertsan. E’ molto ben spittata, la sua unica pecca è la distanza dal rifugio con un lungo avvicinamento su un ghiaione che fa sudare!! Massimo Farina era una giovane guida alpina valdostana, fortissimo arrampicatore ( faceva l 8 c) e grande campione nella specialità dry tooling e su ghiaccio in generale. Massimo Farina ci ha lasciati dopo una caduta su una cascata di ghiaccio a Rheme-Saint-Georges il 24-02-’05 all’età di 23 anni. La relazione la trovi sul file pdf scaricabile.

Scarica versione pdfVia “La fessura della castagna” di G.A. Alessandro Mezzavilla , G.A. Massimo Farina e Barbara Rini.
Questa via è parallela a Lupin III ( si trova a sx di Lupin) ed è ben spittata anche questa. Rimane anche per lei il problema dell’ avvicinamento!! La relazione la trovi sul file pdf scaricabile.

Via “dei cristalli” di Perron Ilenia e Pieiller Daniele.
Questa via l’abbiamo fatta mia moglie ed io l’anno scorso a settembre. L’avevamo pensata appositamente per avvicinare i bambini all’arrampicata in montagna, con 4 tiri di 25 metri difficoltà massima 4 grado. La via raggiunge il bivacco spataro a quota 2600 m. Il destino ha voluto che dopo una settimana che io e Ilenia abbiamo finito questa via per i bambini lei è rimasta in cinta!!

Attraversata della Vierge de l’Aroletta (parte inferiore) (dal col freyty al col Du Grand Barmé)

Questa traversata è stata attrezzata recentemente (2007) dalle guide di valpelline e alcuni amici. La relazione la trovi alla pagina “via berger”. Il tratto alpinistico parte dal Col di Freyty e termina al Col Du Grand Barmé. Il tempo di percorrenza è stimato in 5 ore

Attraversata della Vierge de l’Aroletta (parte centrale) (dal Col Du Grand Barmé alla Vierge)

Questa è una classica via in cresta abbastanza impegnativa, facile da proteggere con cordini e fettucce grazie ai numerosi spuntoni rocciosi. I primi a percorrerla furono, in discesa, A. e J. Charrey nel 1929 e poco dopo sempre nel 1929 Albert Deffeyes e Basilio Ollietti. Per raggiungere l’attacco della via bisogna percorrere a piedi il canale che porta al Col du Grand Barmé (2720 mslm) in circa 1 h 45 min., lì inizia il divertimento! Molti tratti sono percorribili in conserva, anche se la possibilità di assicurarsi molto bene con l’ausilio di un cordino o una fettuccia su spontoni, non manca mai.
In genere si effettuano circa cinque brevi doppie prima di arrivare alla sommità della Vierge (2960 mslm) e iniziare la discesa. La difficoltà nell’arrampicata non supera il quarto grado, ma non va comunque sottovalutata poiché è molto aerea e richiede comunque una buona esperienza in montagna. L’unica via di fuga si trova a metà via circa lungo la via Brontolo-Balakov. La discesa in genere si effettua sul lato nord in 5 brevi doppie (non più di 20 metri l’una) ed è quindi sufficiente una corda da 40 metri. Le doppie lungo la via sono attrezzate con cordini e chiodi (è meglio portarsi qualche spezzone di corda nel caso si volessero sostituire i cordini presenti, sostituiti comunque tutti nel 2006). Il tratto più difficile lo si trova per raggiungere la punta Jean Charrey (4° grado) con spit (dove arriva anche la via “Spigolo Bozzetti”). Per ripetere la via sono necessari 3 friends di media misura, 3 nuts e 3 chiodi a fessura;2 fettucce e 2 cordini; una corda da 40 metri. Il tempo di percorrenza è stimato in circa 8 ore.

Via Ferrata “Crête Sèche”

Scarica versione pdfVia ferrata "Crete Seche"Dal rifugio Crête Sèche bisogna raggiungere il Col di Crête Sèche ( 2900 mslm) in circa 1 h 30 min. Dal colle inizia la ferrata che segue la cresta di confine con la Svizzera fino a raggiungere il Col d’ Ayatse (3100 mslm) e dal Col d’ Ayatse si scende fino ad incrociare il sentiero che conduce al Mont Gelé, e da qui si segue il sentiero fino al rifugio. La via non presenta grandi difficoltà tecniche e non è una via di “forza” ma è in un ambiente veramente suggestivo e panoramico. Vicino al rifugio è inoltre stata attrezzata una bella palestra di arrampicata con 13 monotitri (dal 3 al 6 grado) per non fare annoiare gli alpinisti la sera!! Nel 2008 abbiamo fatto dei sentieri che portano alle vie di arrampicata!

Breve cenno sul rifugio: Il rifugio fu aperto nel 1980 da Ettore Bionaz, guida alpina e scultore, per un breve periodo Sindaco di Bionaz, istruttore cani da valanga. Ettore è morto nel 1985 con un cliente in discesa dal Monte Cervo a causa di una scarica di pietre (a due ore dal suo rifugio) dove lo aspettavano le figlie. Ettore è stata una figura che ha dato tanto a Bionaz e a questa zona in particolare. Ettore era mio zio, fratello di mia mamma. Dopo di lui l’hanno gestito per due anni le giovani figlie, e poi dopo un susseguirsi di gestioni sono arrivato io nel 2002. Adesso siamo io mia moglie Ilenia a gestirlo (a giugno arriva anche un bimbo!). Prima di gestire il rifugio io ero in squadra nazionale di slittino (sono stato campione europeo nel 95 e vicecampione del mondo nel 97), poi sono stato maestro alle elementari e all’asilo. Adesso in inverno sono responsabile del soccorso e direttore sulle piste di Valtournenche. Ilenia era anche lei maestra elementare e adesso in inverno fa la maestra di sci a Valtournenche. Praticamente passiamo tutto l’anno in quota!!
Al rifugio adesso abbiamo due asinelli che ci aiutano nell’approvvigionamento quotidiano. Ogni anno organizziamo dei week end con le guide alpine per avvicinare i bambini all’ arrampicata.

Spero di averti dato un po di informazioni utili. Se vuoi altre informazioni sulla zona, sui personaggi che hanno fatto conoscere questa vallata (vedi Ettore Bionaz), sulle gite che si possono fare (Mont Gelé, Bec d‘Epicoun, noeud de la Rayette, Monte Cervo, Tours des grands Barrages, ecc ecc) o sul rifugio, chiedi pure, cercherò di essere veloce nella risposta!!

Ciao e a presto, Daniele.
Tel 3470330713

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